Intelligenza Artificiale per MPMI del Veneto

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Le micro, piccole e medie aziende del Veneto possono trarre beneficio dall’Intelligenza Artificiale? Come?

Per dare qualche spunto utile ad orientarsi, è utile prima prendere in considerazione qualche numero, qualche dato statistico. Inoltre, è bene chiarire a quali tecnologie ci riferiamo. Fatti questi due passaggi, potremo calarci nell’argomento adeguatamente attrezzati.

Qualche dato sul tessuto imprenditoriale del Veneto

Il Veneto conta numerose micro/piccole/medie imprese. Cominciamo col dare il nome alle cose. La categoria delle microimprese è caratterizzata dal fatto che comprende dai 3 ai 9 addetti. Le piccole imprese, invece, ne contano dai 10 ai 49 e le medie dai 50 ai 249. Nel canale dai 250 addetti in su, l’ISTAT colloca invece le grandi imprese. Nel Rapporto Statistico 2020, il Veneto risultava essere la quarta regione in Italia per numero di imprese attive (104.096 nel 2019), dopo Lombardia, Campania e Lazio, con una media di 4,3 addetti per impresa. Le imprese attive fino a 250 addetti e con un giro d’affari inferiore a 50 milioni di euro, impiegano il 77,2% degli addetti e rappresentano il 99,8% delle imprese attive dell’industria e dei servizi. Nel 2018, si trattava per il 77,7% delle aziende Venete con almeno 3 addetti aziende erano controllate da persona fisica o famiglia.

In conclusione, il Veneto è caratterizzato da un elevato numero di aziende microscopiche o piccole, prevalentemente a conduzione personale o familiare.

Qualche precisazione sul concetto di Intelligenza Artificiale

L’intelligenza artificiale è una sotto-disciplina dell’informatica, focalizzata sul trattamento intelligenze dei dati. La dicitura “intelligenza artificiale” viene però utilizzata solitamente per indicare il più recente sviluppo informatico di ampia diffusione nel mercato. Attualmente, si tratta dell’elaborazione del linguaggio naturale e della generazione automatica di testi, immagini e suoni. Combinando queste tecniche con ampie banche dati o raccolte di testi ed aggiungendo algoritmica q.b. si può ottenere l’estrazione e la generazione di nuova conoscenza.

Per esempio, se connettiamo un costrutto di analisi del linguaggio naturale con il servizio di fatturazione elettronica, potremmo ottenere una proposta di contabilizzazione delle fatture passive. Ciò significa, che il costrutto proporrebbe, per ciascuna riga della fattura, un conto da associare e, conseguentemente, i movimenti contabili. Al contabile resta un’attività di controllo, correzione e gestione dei casi particolari.

Vorrei sottolineare che non penso che il costrutto possa effettuare direttamente la contabilizzazione senza la supervisione di un essere umano. A differenza degli algoritmi, i costrutti basati su criteri statistici forniscono sempre risultati incerti. Abbattere il rischio di un’errata contabilizzazione val bene il poco lavoro umano necessario per il controllo.

Esempi simili si possono facilmente immaginare nella logistica degli acquisti, delle spedizioni e delle vendite. Disporre di modelli predittivi e di ottimizzatori consente di focalizzare il lavoro umano sul controllo e sugli aspetti tattici e strategici, riducendo l’operatività con poco valore aggiunto.

Cosa succede se una MPMI adotta strumenti di IA?

Nell’arco della mia vita, l’informatica nelle MPMI è passata dal non essere contemplata ad essere irrinunciabile vari processi aziendali, come minimo quello amministrativo. Negli altri, comunque, rende l’impresa competitiva quand’è applicabile. Questo vale in particolare per l’intelligenza artificiale. Dunque si tratta di esercitare la propria creatività.

Ecco alcune aree in cui le PMI potrebbero sfruttare queste tecnologie.

  1. Analisi del Linguaggio Naturale (NLP):
    • Customer Support: realizzare chatbot o sistemi di assistenza automatica basati su NLP può migliorare l’efficienza nel fornire supporto ai clienti, rispondendo a domande comuni o risolvendo problemi di routine. Se anche l’Intelligenza artificiale viene usata solo a supporto degli addetti all’assistenza, sappiamo che l’operatore soddisfatto trasmette il proprio sentire al cliente, creando una relazione virtuosa.
    • Analisi dei Feedback: utilizzare l’NLP per analizzare recensioni dei clienti, feedback sui social media o e-mail può fornire informazioni preziose sulla percezione del marchio e identificare aree di miglioramento.
  2. Generazione Automatica di Contenuti:
    • Marketing: creare automaticamente contenuti per i social media, blog o newsletter può semplificare il processo di marketing, garantendo una presenza online costante.
    • Report aziendali: automatizzare la generazione di report interni può risparmiare tempo e ridurre la possibilità di errori umani.
  3. Accesso a Banche Dati e Fonti Dati:
    • Ricerca di Mercato: utilizzare l’IA per analizzare grandi quantità di dati provenienti da fonti diverse può fornire informazioni dettagliate sul mercato, i concorrenti e le tendenze di settore.
    • Gestione dell’ERP: ottimizzare processi come la gestione delle scorte, la previsione della domanda e la pianificazione della produzione.
  4. Informazioni Commerciali:
    • Analisi dei Dati Aziendali: aiutare ad identificare opportunità di crescita, prevedere la domanda dei clienti e ottimizzare le operazioni.
    • Personalizzazione dei Prodotti e Servizi: basandosi sui dati dei clienti, l’IA può aiutare le MPMI a personalizzare prodotti o servizi in modo più efficace, migliorando l’esperienza complessiva del cliente.

L’adozione di queste tecnologie richiede una valutazione attenta delle esigenze specifiche dell’azienda, delle risorse disponibili e delle sfide potenziali. C’è poi la questione che a noi veneti piace poco affrontare: il personale va formato e riqualificato. Tuttavia, se implementate correttamente, le tecnologie legate all’IA possono contribuire significativamente all’efficienza operativa, all’innovazione e alla competitività delle PMI venete. Non è un treno che ci si possa permettere di perdere.

Le tempistiche sono cruciali. Sappiamo infatti che le tecniche di intelligenza artificiale qui citate sono già ampiamente consolidate da decenni in ambito accademico ma solo di recente sono state immesse sul mercato. Dunque, c’è la possibilità di acquisire gradualmente questi preziosi strumenti, approfittando di sistemare anche altre magagne che inevitabilmente emergeranno lungo il cammino di trasformazione digitale.

Si parte da un’idea o caso d’uso con reale necessità, la cui prima fase già ripaga l’investimento. Il risultato si reinveste nella fase successiva, di fatto auto finanziando il progetto. Basta iniziare con piccole cose, ottenere risultati e procedere.

È cruciale è credere nell’obiettivo, controllare gli sviluppi passo passo, coinvolgendo tutti gli attori: clienti, personale interno e finanziatori.

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