Dati, comunicazioni, informazioni e conoscenze

Un dato è qualcosa da prendere così com’è

Di per sé non dice nulla, come minimo serve un contesto. Spesso è importante anche sapere come è stato ottenuto. Per esempio, un dato sperimentale ha una precisione; se un dato statistico è stato ottenuto da un procedimento che passa per il campionamento, è importante conoscere quest’ultimo. I dati da soli difficilmente bastano, di solito servono meta-dati.

Una comunicazione è un dato condiviso

Se due interlocutori condividono il contesto, possono condividere dati. A volte dimentichiamo che la comunicazione richiede controllo. Una volta inviato un dato attraverso un canale, non è detto che la comunicazione sia andata a buon fine. Per esserne sicuri, serve una reazione da parte dell’interlocutore, un dato inerente il processo di comunicazione: un meta-dato.

Un’informazione è un dato interpretato

Alcuni dati interconnessi in un quadro interpretativo costituiscono informazione. Informarsi, significa introiettare, modificare la propria rappresentazione interna del mondo esterno o di sé. A volte ci si chiede come un certo dato sia stato interpretato. Questo presuppone che il quadro interpretativo sia almeno in parte condiviso e la domanda si può parafrasare così: “chissà come è stato rappresentato internamente il dato e come tale rappresentazione sia stata integrata nella rappresentazione interna complessiva”.

Una conoscenza è un’informazione consolidata

Se interagiamo con un sistema più volte rilevando con regolarità certi comportamenti, concludiamo che tale sistema ha una certa caratteristica ed immaginiamo come sia strutturato e come funzioni in modo da esprimere tale caratteristica. Pensiamo per esempio ad un dado da gioco truccato. La conoscenza del dado richiede vari lanci e, dopo ciascun lancio, il dato rappresentato dalla faccia selezionata dovrà essere integrato, collegato con i dati degli altri lanci, sintetizzato quantitativamente. Di ciascun lancio, non interessano i dettagli come la durata o la rotazione rispetto all’asse verticale ma solo il numero impresso nella facciata che si presenta come superiore al termine del lancio, quando il dado si ferma.

Author: Nicola Granà

Diplomato Ragioniere e Perito Commerciale. Laureato in Matematica a Padova con tesi sugli aspetti computazionali della logica di base. Consulente informatico dal 1999. Vivo a Treviso, soprattutto nella comunità della mia zona. Sono superfelicemente sposato dal 2001 e triplicemente padre dal 2006 e poi dal 2007. Mi interesso di teoria della complessità da così tanto tempo che sto scrivendo un libro per raccogliere i troppi appunti sparsi.

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